Cosa sono gli eSports

Cosa sono gli eSports?

Gli Sport vengono in diverse forme. Tirar calci ad una palla è uno sport. Colpire una palla con le proprie mani è uno sport. Fare lo stesso mentre si sta nuotando è ritenuto, allo stesso livello, uno sport. Quindi, perché non ritenere lo stesso anche per i videogiochi? Non si tratterà d’una particolare attività fisica, ma di certo è una pratica seguita da molti ed anche parecchio apprezzata. Se è per questo, le competizioni che partono dall’esistenza dei videogiochi ha una storia che sta per raggiungere il mezzo secolo: nel 2022 infatti saranno passati almeno 50 anni!

I così definiti eSports – Sport Elettronici (eSports – Electronic Sports)– hanno infatti una storia piuttosto antica. Hanno iniziato la loro storia nel 1972 quando l’università di Stanford propose un torneo per l’allora ancora avveniristico Spacewar. Ma l’esempio comunque più eclatante sta da parte dell’Atari, nel quale durante il 1980 istituì una competizione basata su Space Invaders, aperta naturalmente a molto di più che una semplice università: furono registrati più di 10.000 partecipanti, piazzando così una nuova pratica nella vita di tutti i giorni, ovvero l’uso dei videogiochi a tema competitivo. Difficile dimenticare anche l’esistenza dei famosi tornei creati dalla Nintendo.

Prima di arrivare a quel punto però, ci sono voluti diversi anni. Non che l’esistenza dei mitici “LAN Parties” ha ridotto la visione del gioco esclusivamente visto come una gara fra più squadre, anzi: questa pratica ha fondato quel che al giorno d’oggi sono le basi dei vari tornei di questo genere.

Un fenomeno in costante crescita

Ma gli eSports hanno preso comunque a scalare man mano come attività sportiva, tanto da essere ancora analizzati molto da vicino e detestati da molti, soltanto durante gli ultimi anni che vanno dal 2015 fino ai giorni nostri si è vista una mutazione del tutto particolare, con arene apposite per gli “atleti” e federazioni sportive che hanno sempre più adottato i videogiochi come una pratica sportiva a sé stante. Ad esempio il World Sailing ha indetto un torneo usando Virtual Regatta, un simulatore di navigazione con barca a vela.

Anche se molti giochi hanno come base il PC (Counter Strike, League of Legends, DOTA) non mancano le competizioni che vanno attraverso console, anche se è più raro (Smash Bros ad esempio è molto gettonato, ma è presente solo su console Nintendo).

Come si diventa un Atleta? Per prima cosa, chiamati pure “eAthlete”. E’ così che vengono nominati i giocatori che praticano lo sport del videogaming. Un Atleta Elettronico viene ingaggiato per parecchi motivi, spesso non attraverso corsi o scuole particolari (anche se stanno nascendo pian piano). Si è piuttosto selezionati tramite le proprie abilità che vengono dimostrate durante i vari tornei locali, scalando man mano i vari eventi che vanno ad incontri nazionali ad internazionali. Alcuni eAthletes vengono selezionati anche in base alla loro fama che hanno attraverso siti come Twitch o Mixer, naturalmente se il tutto si correla con un certo numero di vittorie effettuate in partite “Ranked” online.

Molti possono trovare quest’ambiente piuttosto ridicolo, ma c’è chi prende molto sul serio il mestiere dell’eSports. Riuscire a capire ogni minima strategia che gira attorno ad un gioco ed inventare anche nuove manovre sfruttando i diversi ambienti che offre richiede ore di pratica, a volte bisogna fare attenzione al proprio fisico viste le numerose ore a star seduti davanti lo schermo. Un eAthlete ha infatti bisogno d’una dieta calibrata che include a volte anche degli integratori, per tenerlo sempre sveglio e vigile, pronto ad affrontare la prossima sfida.

Ma rimane, senza dubbio, ancora un’attività piuttosto controversa. E’ stata comunque osservata in una luce più positiva da quando diversi esponenti degli eSports hanno dichiarato il loro parere a proposito delle rivolte accadute ad Hong Kong, pur rischiando di farsi scacciare del tutto dall’ambiente, dimostrando che – in fondo – anche un eAthlete è un essere umano. Per ricapitolare, ecco i nostri consigli per diventare un eAthlete professionista:

  • Osservare gli streamer famosi su Twitch, YouTube e Mixer.
  • Giocare molto e focalizzarsi su un gioco.
  • Stare al passo con i tempi e con le nuove tecnologie.
  • Mantenersi lucidi, facendo una dieta studiata per stimolare la mente.

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Ecco Dario Bramante

Scrivo su eSports, scommesse e videogiochi da circa 10 anni. La mia passione è nata ai tempi delle prime console e del modo in cui, queste, hanno rapidamente cambiato il mondo. Mi occupo di scrivere articoli riguardanti i nuovi giochi, le migliori periferiche per ottenere una superba esperienza di gioco e tutto quello che mi passa per la testa. Sono anche un appassionato di fumetti e dei vecchi giochi arcade, dei quali ho una grossa collezione.